Ho letto l’ultimo numero dell’Oasi, a pag. 77, in quella foto della prima comunione, ci sono sia io sia mio fratello Aldo. Il mio pensiero è tornato quindi al lontano 1940 quando, a mio avviso, ho subito la prima ingiustizia. A quei tempi si usava che il padrino desse dei soldi al figlioccio per comprarsi il cero, simbolo di luce perenne. Finita la cerimonia mi viene comunicato che quel cero da me acquistato lo dovevo invece restituire. Ho pensato si trattasse di una ingiustizia, visto che sarebbe stato riadoperato da altri, e preso dalla rabbia prima di riconsegnarlo l’ho spezzato in due.
Questo senso di ribellione è rimasto in me fino ad oggi. Quando mi sento nel giusto cerco sempre di portare avanti le mie idee. Voglio infatti riassumere alcune circostanze che, seppure mi abbiano visto perdente all’inizio,non mi hanno però fatto smettere di proporre suggerimenti e di ottenere dei risultati.
Avevo inviato una mail il 16 febbraio 2011, oltre che a tutti i componenti del consiglio, a tanti iscritti dell’associazione Exlali,descrivendo le vicende accadute dal 2004 con l’oggetto : Un anno di cronaca, le verità e i programmi. Qualcuno mi dice che si è offeso non solo per l’argomento ma anche per i nomi delle persone coinvolte. Credo che la verità non abbia mai offeso nessuno e se cosi fosse chiedo scusa.
Riferendomi sempre all’ultima Oasi del settembre-dicembre 2011, troviamo pubblicato a pag. 3 la richiesta di Mario Calandra. A tale proposito prego rileggere la suddetta mail, in quanto la richiesta non era a titolo personale. Come si può leggere alla fine, firmavo a nome del comitato ed in proprio. Il consiglio, a maggioranza, delibera di inviare al richiedente una motivata negativa risposta scritta, a firma dei consiglieri che hanno votato in tal senso.
Chiedo, come mai non sia stata pubblicata anche la lettera inviatemi dal presidente in data 8/9/2011, ove ai sensi degli articoli dell’Ex statuto Exlali, mi si contestavano diversi articoli, e le relative firme dei componenti del consiglio del 3/9/2011. (vedesi foglio allegato) Due delle suddette firme, a mio parere non sono valide, la prima, stando al vecchio statuto, i soci possono partecipare ai consigli ma non hanno diritto al voto. La seconda firma, come risulta , è quella dell’Exlali Laziale, recatosi al consiglio del 3/9/2011 a Paderno in possesso della mia delega a rappresentarmi, quale corresponsabile della richiesta inviata, quale cofondatore del sito www.exlalialcollelasalle.it , e quindi facente parte del comitato Laziale. Quella firma ha dimostrazione della non autorevolezza alla risposta inviata. Ricorderete che nel 2006, al termine di un normale consiglio, chiesi verbalmente il permesso di poter aprire un sito,.come desiderio espresso dal comitato degli Exlali Laziali aggregati al Colle La Salle, ma la mia richiesta fu respinta. Poco tempo dopo ho ripetuto la richiesta inviandola per iscritto a tutti i componenti del consiglio e agli assessori.
Qualche tempo dopo, nella mattinata presto, ho ricevuto una telefonata da uno dei nostri assessori che mi invitava a rispettare la memoria del nostro fondatore, Fr. Amedeo, non avendo la sua autorizzazione e in considerazione della privacy ed altri argomenti mi pregava di desistere dalla nostra idea , cosa che ho fatto da buon Lasalliano. Il nostro desiderio era ed è quello di far arrivare quasi in tempo reale a tutti Exlali sparsi in Italia e all’estero notizia dell’opera che si svolgeva e si stava svolgendo da parte nostra presso il Colle La Salle, ma anche per coinvolgerli a partecipare a tutte le manifestazioni organizzate dall’Istituto dei F.S.C. del Colle.
Abbiamo infatti continuato a combattere e alla prima occasione abbiamo spiegato e presentato la nostra idea ed il programma dei lavori, rispettando sempre e applicando gli insegnamenti dei de La Salle, al Visitatore Ausiliare dei F.S.C. il quale letto il nostro canovaccio, nel lontano 2007, ci autorizzava ad aprire il sito, con la denominazione ed immagini attuali. Ottenuta l’autorizzazione, prima di avviare il programma dei lavori, ho inviato a tutti i componenti del consiglio degli Exlali Fr. Amedeo, che da li a poco avremmo iniziato . Ignorato come in altre circostanze,non ho nemmeno ottenuto una risposta o una eventuale diffida. In fondo alla pagina del nostro sito, alla Home Page si può controllare che attraverso il programma SHINISTAT, conferma che la nostra ipotesi era giusta e con successo si può verificare, dal foglio allegato, quanti accedono al sito e da quante parti ci guardano e ci seguono.
Voglio raccontare un altro episodio per dimostrare che quando si ritiene di essere nel giusto si riesce a raggiungere qualsiasi risultato.
Si è svolto nel mese di novembre 2011, presso la casa generalizia dei Fratelli a Roma,il consiglio della famiglia Lasalliana con le relative associazioni aggregate e siamo stati, infatti, rappresentati da Antonio Capodieci e Gaetano Salgaro . Dopo qualche discussione è stato elaborato dal consiglio lo statuto della Famiglia Lasalliana, al fine di operare nei termini di legge in vigore dal 1972, ma poi da nessuno applicata,lo statuto è stato quindi consegnato all’incaricato del consiglio, per il seguito dell’iter e delle registrazioni presso i vari organi amministrativi competenti dello Stato Italiano.
Tra i tanti suggerimenti da me inviati erano state indicate, infatti, anche queste procedure ma non sono mai state prese in considerazione.
Mario Calamdra.
Ps: Qualcuno del comitato non è d’accordo con queste mie puntualizzazioni , per questo firmo personalmente questo scritto che verrà pubblicato tra breve sul sito,augurandomi che verrà pubblicato anche nel prossimo numero dell’Oasi. Mario Calandra.